Storia

Bordano è una località del gemonese, divenuta famosa per la presenza di numerosi e coloratissimi esemplari di farfalle.

Nel paese riveste ancora una discreta importanza la lavorazione, su base artigianale, del legno.

Il comune è posizionato tra i monti Brancot (chiamato dai bordanesi anche Monte di Ruvinto, Monte Tricorno – da non confondere con il Monte Tricorno della Slovenia – o Monte di Palantarins) (1.015 m) a sud e San Simeone (1.505) a nord che formano una piccola vallata aperta. Oltre al capoluogo il comune conta la frazione di Interneppo (Tarnép) che si affaccia sul Lago di Cavazzo (conosciuto anche come Lago dei Tre Comuni), dista poco più di 2 km e mezzo da Bordano, è situata a 245 m d’altitudine ed in essa risiedono circa 172 abitanti. A sud-est del paese di Bordano sono situati due piccoli laghetti artificiali, più comunemente chiamati “i laghetti” dai bordanesi, realizzati in funzione di un progetto, che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di una piccola oasi naturale, attualmente solo in parte eseguito. Essi sono situati più precisamente in mezzo ad un’area boscosa adiacente ai “Plans” (la continuazione verso sud-ovest della vallata di Bordano) e formalmente inglobata nella località del “Mulinat” che comprende una fascia boschiva sul confine tra il comune di Bordano e quello di Trasaghis.

Storicamente pare che il paese si sia sviluppato dove sorgeva un antico guado romano che permetteva di attraversare il Tagliamento lungo la Via Iulia Augusta; la frazione di Interneppo invece deve avere origini ancora più antiche. Il nome Bordanum viene citato per la prima volta in un codice della Chiesa Gradese che risale circa all’anno 1000 e potrebbe derivare o dal nome di un funzionario o generale romano transitato in quella zona (Bordanus o Bordanum) oppure da una lingua germanica all’interno della quale si riscontra il prefisso “bord” che voleva dire asse di legno, presupponendo, quindi, che a Bordano si fabbricassero le abitazioni con assi di legno ricavate dai boschi attorno al paese. 

Durante il Medioevo il territorio di Bordano fu sottoposto alla giurisdizione di diversi signori, tra cui il Colloredo Mels. Nel 1506 passò sotto la giurisdizione della Comunità di Venzone diventando poi, con la dominazione napoleonica, comunità autonoma con Bordano capoluogo e Interneppo frazione.

La seconda guerra mondiale invece segnò più profondamente il paese; infatti nel luglio 1944 Bordano patì una quasi completa distruzione dovuta ad una rappresaglia nazifascista, nonché lo sfollamento degli abitanti per far posto alle popolazioni cosacche che invasero queste zone dopo la promessa fattagli da Hitler che avrebbero avuto come proprio territorio l’Alto Friuli. Ma il fatto storico che maggiormente ha colpito il paese in epoca moderna è stato senz’altro il disastroso terremoto del 1976, nel monte San Simeone. Bordano e Interneppo vennero completamente distrutti, e persero gli edifici di maggior interesse artistico; tuttavia Bordano ha saputo superare la perdita ed è stato in grado di ricostruirsi una nuova identità facendo tesoro delle farfalle che vivono a migliaia nel territorio comunale, facendo di esse il proprio simbolo e diventando famoso anche all’estero come Il paese delle farfalle.

Il comune infatti ospita la Casa delle farfalle, un museo che accoglie nelle sue serre più di 400 specie di farfalle, lasciate libere in ambienti che ne riproducono gli habitat. 

Il paese inoltre offre anche la possibilità di percorrere un sentiero entomologico alla ricerca delle farfalle alle pendici del monte San Simeone. 

Altra particolarità è la presenza di numerosi murales raffiguranti gli insetti simbolo di questa località impreziosiscono e rendono uniche le case di Bordano. 

La possibilità di compiere escursioni permette di scoprire le cime limitrofe come il Monte Festa, raggiungibile dal sentiero della sella di Interneppo (Bordano). Dalla cima del Festa è possibile ammirare l’intera valle del Tagliamento e la presenza diinumerosi resti di caserme e fortini, costruiti attorno al 1910 ed utilizzati durante la 1^ guerra mondiale per la difesa della zona, offrono la possibilità di rivedere gli scenari della Grande Guerra.

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