Storia

Tolmezzo, detta la “Città della Carnia”, è posta lungo il Tagliamento, sul bivio tra la strada che conduce in Cadore e quella che porta in Austria e si presenta garbatamente distesa nella conca dominata dalla piramide dolomitica dell’Amariana che si arrossa al tramonto.

È sicuramente il centro principale della Carnia, situato alla confluenza del torrente But nel Tagliamento.

Le prime notizie storiche di Tolmezzo si hanno verso la fine del primo millennio, in un documento compare col nome Tulmentium ed è inclusa tra i feudi del Patriarcato di Aquileia. Molto probabilmente però la cittadina è più antica, si pensa abbia avuto origine da un piccolo borgo risalente all’epoca preromana.

Sempre nel periodo patriarcale la città fu dotata di un mercato (intorno al 1200) che contribuì all’aumento della popolazione migliorandone le condizioni di vita e fu concesso lo status di Terra che prevedeva una certa autonomia amministrativa.

In seguito si alleò poi con la signoria veneziana diventando infine città italiana nel 1866. Nel corso del Settecento diventò un centro industriale grazie all’imprenditore Jacopo Linussio, famoso anche oltreoceano per la sua attività di tessitura.

Delle antiche mura del borgo rimangono ancora consistenti scorci ritrovabili nel Borgàt, ossia il centro storico, con palazzi e vie porticate, dal quale si può raggiungere con una passeggiata di mezz’ora la recentemente ristrutturata Torre Picotta, ultimo baluardo, assieme alla Porta di Sotto, della Tolmezzo fortificata del Medioevo.

In questa cittadina si possono trovare anche diverse industrie, quali quelle della carta (Cartiere Burgo), alimentari, meccaniche, tessili, calzaturiere e di articoli sportivi. È il punto di riferimento per tutti i paesi carnici con il suo ospedale (l’unico della Carnia) ed è l’unico centro ad avere scuole superiori secondiarie.

Tra i monumenti d’interesse troviamo il settecentesco duomo di San Martino e il Museo carnico delle Arti e Tradizioni popolari, costituito sulla base del ricco patrimonio di testimonianze etnografiche raccolto da Michele Gortani.

Sull’altopiano di Curiedi, poco sopra la frazione di Fusea, si praticano gare di orienteering.

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