Storia

Verzegnis è uno dei 28 comuni della Carnia.  Sorge su territorio interamente montano ed è in gran parte coperto da vegetazione, in maggioranza faggi e conifere. Il comune è costituito da un gran numero di abitati definiti “borgate”, i centri più popolati si trovano a valle mentre, quelli più a monte sono stati ormai abbandonati.

La totalità degli abitanti risiede nei quattro centri principali: Chiaicis, Chiaulis, Intissans, Villa e nei tre abitati minori: Santo Stefano, Riviasio, Marzovalis.

Riuniti insieme formano il comune di Verzegnis che prende il nome dal monte che sovrasta le quattro frazioni e dà il nome al lago artificiale creato dalla SADE nel 1957, sbarrando il flusso al torrente Ambiesta, per alimentare la centrale idroelettrica di Somplago.

Un interessante riferimento storico all’antico ruolo di Verzegnis è rappresentato dai resti di una torre (sul colle Mazeit, nella frazione di Villa) portata alla luce durante alcuni scavi archeologici condotti tra il 1989 e il 1990 e pio ripresi nel 2000.  Gli studi condotti sui reperti ritrovati collocano temporalmente la costruzione a cavallo tra il XII ed il XIII secolo d.C. Si ritiene che la torre rientrasse nel sistema di fortificazioni eretto in difesa dei valichi alpini orientali, giacché la sua posizione strategica consentiva il controllo della parte superiore della vallata del fiume Tagliamento, dell’accesso meridionale alla via per Iulium Carnicum ed al Norico.

Nei dintorni sono numerose le occasioni di passeggiate ed escursioni, quali alla sorgente “Acqua del paradiso” o “Alla Grotta del Magico Alverman” una delle più grandi grotte del monte Verzegnis adatta alla speleologia.

Leggende
Verzegnis è noto per i fatti accaduti nell’inverno del 1878. Una ragazza del luogo, tale Margherita Vidusson, manifestò di essere posseduta dal demonio, dando vita ad un’epidemia che coinvolse via via altre 24 ragazze ed un carabiniere: le indemoniate urlavano e bestemmiavano in lingue sconosciute e si ritrovavano dotate di una forza straordinaria ed animalesca. Tutto finì con l’intervento del medico e massone illuminato udinese Giuseppe Chiappolino.

Di tali avvenimenti parla il romanzo di Pietro Spirito Le indemoniate di Verzegnis e sono ripresi in una pièce teatrale, “Indemoniate”, a firma di Giuliana Musso e Carlo Tolazzi.

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