Storia

Villa Santina, un tempo Villa d’Invillino, è un comune della Carnia adagiato ai piedi del Monte Lovinzola, sorge alla confluenza tra il fiume Degano e il Tagliamento.

Storicamente l’importanza del paese era legata al vecchio castello di Ibligo costruito sul Colle Santino (da cui il nome di Santina) si pensa dai Longobardi del V secolo. Sui resti del castello distrutto dal Patriarca Nicolò nel 1353, fu costruita una delle Pievi più antiche e importanti della Carnia, quella di Santa Maria Maddalena che serviva oltre agli abitanti di Villa anche quelli di Lauco, Trava, Avaglio, Vinaio ed Esemon di Sopra che fino al concordato del 1409 dovevano portare tutti i nati a battezzare e tutti i morti a seppellire sul colle.

Nel territorio del comune, in località Col di Zuca e nei pressi della Pieve di S. Maria Maddalena (Col Santino), sono stati rinvenuti resti di origine preistorica e paleocristiana. Questi scavi sono però da tempo abbandonati. 

Nella località ha sede la tessitura “Carnica Arte Tessile”, massimo erede delle tradizioni tessili carniche e fedele continuatore dei modelli elaborati dall’imprenditore Linussio, che nel 1700 fece della Carnia uno dei maggiori centri di produzione tessile d’Europa.

La Forra del Vinadia, una gola di 200 m è perfetta per il canyoning.

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