Abbazia di San Gallo

La fondazione dell’abbazia benedettina risale al 1085 ad opera del patriarca di Aquileia Federico di Moravia dove in precedenza sorgeva una stazione di osservazione romana come si evince da una lapide murata in una colonna del chiostro.

Nel 1119 il patriarca Ulrico di Eppenstein la consacrò rendendola dipendente dall’Abbazia di San Gallo in Svizzera, uno dei monasteri più importanti dell’epoca medievale.

L’importanza dell’Abbazia, ottenuta grazie alle concessioni patriarcali, permise agli abati di ottenere il diritto di voto nel Parlamento della Patria del Friuli e di partecipare attivamente alla vita politica della regione.

L’attuale chiesa abbaziale fu costruita nel 1761 dall’abate Daniele Dolfin, dopo la demolizione della vecchia costruzione nel 1757, e consacrata nel 1768 dall’arcivescovo di Udine Gradenigo. Infine fu soppressa nel 1776. 

Presenta un’aula rettangolare a navata singola e conserva molte opere artistiche di pregio tra cui organo del Nacchini del XVIII secolo, il più grande del Friuli; un prezioso ornamento ligneo; due grandi dipinti del Rigo del 1893 e gli stalli in noce massiccio intagliato. Ai fianchi dell’altare barocco le statue di San Gallo e di San Carlo Borromeo che ne fu abate nel corso del XVI secolo.

Nel corridoio, verso la cappella del Santissimo, grande Cristo crocefisso, in noce dipinto del 1466, un tempo collocato nell’arco trionfale della precedente chiesa gotica; a destra il battistero risalente alla precedente chiesa con affresco raffigurante la parabola delle Vergini.

L’abbazia fu semidistrutta dal terremoto del Friuli nel 1976 e in passato subì danneggiamenti durante i sismi del 1348, 1389 e del 1511.

Dal 1985 è diventata un monastero femminile di clausura dell’Ordine di Santa Chiara.