Jôf di Montasio

La sua cima fu raggiunta dopo molti tentativi per la prima volta nel 1877 dall’austriaco Herman Findenegg dal lato meridionale.
È la seconda cima per altezza delle Alpi Giulie dopo il Monte Tricorno (situato in Slovenia), di cui costituisce il contraltare italiano, e la seconda cima più elevata del Friuli-Venezia Giulia dopo il Coglians. La sua sagoma massiccia a nord sovrasta l’abitato di Malborghetto Valbruna, a ovest il paesino di Dogna, a sud la stazione sciistica di Sella Nevea. Sul versante nord sono situati due piccoli ghiacciai, il Minore e l’Occidentale (il più basso delle Alpi con i suoi 1900 metri s.l.m., che occupano una superficie complessiva prossima ai 5 ettari.

Salita alla vetta
Vi sono molteplici possibilità di salita alla vetta; le più comuni sono:

  • dalla val Dogna (alpinistica). Sicuramente l’itinerario più spettacolare delle Giulie; presenta notevoli dislivelli, con ambiente severo e selvaggio. Percorso da non sottovalutare in quanto si sviluppa su roccia con passaggi di II grado, richiede notevoli risorse fisiche e consolidata pratica di montagna. Percorso segnalato con parziali attrezzature;
  • dal bivacco Fratelli Stuparich con la via ferrata Amalia. Si svolge nell’ampio canale a balze rocciose del versante nord della Torre del Montasio, percorso per la prima volta da Kugy, Kverch, Komač e Pesamosca nel 1896 in discesa;
  • dal bivacco Fratelli Stuparich con la via diretta Kugy. Si sviluppa su parte della cresta nord-est e successivamente in piena parete nord; è impegnativa, richiede conoscenza della montagna e delle tecniche di progressione, presenta dei passaggi di II – III grado. La caduta di pietre è un costante pericolo;
  • dal rifugio Giacomo di Brazzà con la via Findenegg. Itinerario seguito da Findenegg e Brusefiar nell’agosto del 1877, con larga cengia inferiore ed erto canalone roccioso ovest. Itinerario esposto lungo la cengia inferiore, richiede cautela in presenza di residui di neve. Alcuni passaggi sono attrezzati. Difficoltà di I grado al canalone ovest.
  • dal rifugio Giacomo di Brazzà con la via ferrata Augusto ed Elenita Leva. La via collega la Cima di Terra Rossa allo Jof di Montasio attraverso la Forca Palone. Il tracciato utilizza un percorso del 1915/18 ripristinato nel 1983 dopo danneggiamenti. Si percorrono cenge e camini del versante nord-ovest della Cima di Terra Rossa e cenge del versante meridionale del Modeon del Montasio, con uno sviluppo di quasi 1500 mt quasi interamente attrezzate;
  • dal rifugio Divisione Julia per la via Brazzà, ore 4. Si sale alla casera parte di mezzo 1.550 m per poi raggiungere la forca dei Distèis 2.201 m. Si prosegue per ripido sentiero verso est, fra zolle e rocce fino alla Forca dei Vert, profonda tacca fra la Cima Verde e il Jôf. Da qui per sentiero tagliato nella roccia si percorre l’esile cresta fra due ripidissimi pendii fino alla vetta.

Principali punti d’appoggio

  • Rifugio Fratelli Grego (1389 mt): sorge a poca distanza dall’ampia e boscosa Sella di Sompdogna. È molto frequentato dai turisti grazie al suo facilissimo accesso: da sella Sompdogna 10 minuti; 40 minuti circa dal parcheggio in fondo alla Val Saisera, raggiungibile in auto da Tarvisio e Valbruna. Dispone di 38 letti. È di proprietà del CAI Società Alpina delle Giulie di Trieste (tel. 0428 60111), aperto generalmente da fine maggio a fine settembre, anche se sovente viene tenuto aperto anche successivamente in caso di bel tempo.
  • Bivacco fratelli Carlo e Giani Stuparich (1587 mt): sorge su un panoramico balcone verde al cospetto del versante nord del Montasio. È il punto di partenza per tutte le ascensioni della zona. È una comoda casetta a due vani (soggiorno + camera) raggiungibile dal rifugio Grego in un’ora e mezza oppure dalla val Saisera in quasi due ore. Dispone di 18 posti con coperte, sempre aperto. Proprietà CAI Società Alpina delle Giulie di Trieste.
  • Bivacco Adriano Suringar (2430 mt): sorge sulla Grande Cengia Superiore del Montasio, all’inizio del Canalone Findenegg. È punto d’appoggio per chi esce dalle vie di Dogna e Kugy. L’accesso normale è dai Piani del Montasio e dal Rifugio Di Brazzà in meno di tre ore, attraverso sentiero sui pascoli e successivamente su tracce a tratti esposte ed attrezzate. È raggiungibile anche dal versante nord in 4 ore attraverso la Ferrata Amalia.
  • Rifugio Giacomo Di Brazzà (1660 mt): sorge a 15 minuti dal parcheggio dei Piani del Montasio. È la base di partenza per la normale della cima. Dispone di 30 letti. È di proprietà del CAI/Società Alpina Friulana di Udine, aperto generalmente da fine maggio a fine settembre.