Nuoto

Il lago di Cavazzo e alcuni torrenti del territorio permettono il nuoto in acque libere.
Questa disciplina, nata migliaia di anni fa, era presente già nella cultura egizia (9000 a.C), come testimoniato da un sigillo decorato con quattro nuotatori raffigurati mentre si muovono con gesti simili allo stile libero: romani e greci utilizzavano gli allenamenti in acqua per rafforzare i propri soldati, magari con l’aiuto di pesanti zavorre.
Con il trascorrere del tempo, il nuoto in acque libere è diventato protagonista di una disciplina autonoma, passando dall’essere la ruota di scorta di nuotatori ormai a fine carriera al diventare un settore separato e specifico, per il quale è necessario allenarsi molto duramente: oggi, questa specialità richiede di nuotare molto forte.
La preparazione fisica per queste gare è diversa rispetto all’impegno richiesto per le competizioni in vasca: il nuotatore in piscina ricerca il ritmo, quello in acque libere cerca di incrementare le proprie capacità aerobiche, ritardando il più possibile la produzione di acido lattico e sviluppando maggiore resistenza.
Ma le differenze non finiscono qui: le acque libere richiedono di sapere calcolare il percorso più breve (scegliendo la traiettoria migliore) e di avere il sangue freddo di affrontare ostacoli e rischi imprevisti, come correnti, onde, basse temperature e atleti che si fanno largo urtando i vicini.
Fra gli esercizi utilizzati per migliorare la resa in questa disciplina ci sono, per esempio, allenamenti utili per imparare a respirare cercando un punto di riferimento, cambiare il ritmo bracciata, eliminare i crampi, nuotare in scia, resistere ai cambi di temperatura, affrontare le boe e nutrirsi durante la gara.
Il nuoto in acque libere richiede, quindi, un impegno enorme e una grande determinazione.